Un ricco milanese

È interessante riflettere sui toponimi della città per scoprirne la storia.

A Roma ci sono solo cinque strade che sono indicate come Borghi: Borgo Santo Spirito, Borgo Sant’Angelo, Borgo Pio, Borgo Vittorio e Borgo Angelico. Prima dell’apertura di via della Conciliazione, esistevano altri due borghi (Borgo Vecchio e Borgo Nuovo) che formavano la Spina di Borgo e furono abbattuti per far posto alla nuova strada.

Quando i Sassoni nel medioevo scelsero di installarsi nella zona, chiamarono questo rione con la parola tedesca Burg, da cui Borgo. La loro chiesa, che esiste ancora, era Santo Spirito in Sassia, che è una corruzione di sassone. Il Lungotevere che si snoda vicino si chiama ancora Lungotevere in Sassia. 

Il più caratteristico dei Borghi è Borgo Pio, in asse con l’ingresso al Vaticano in via di Porta Angelica. Al suo centro piazza del Catalone è un grande spazio chiuso su tre lati che si apre sul Borgo come il sipario di un teatro. talmente raccolto e sicuro che a Carnevale ci si organizzano le feste dei bambini.

A dare il nome alla piazza fu un milanese che si chiamava appunto Giovanni Catalone. Era molto ricco e possedeva la maggior parte delle case che cingono la piazza. Cercando notizie sul perché della sua ricchezza, mi sono imbattuta in un nome e una professione di cui non avevo mai sentito parlare: Giovanni era auripellario e il suo mestiere consisteva nel rifinire e lucidare le monete d’oro che uscivano dalla Zecca. Un vecchio detto dice che chi va al mulino s’infarina, evidentemente chi lavorava con l’oro si arricchiva.

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