La bottega dello scultore

Nel 2019 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ha ospitato una mostra intitolata Canova. Eterna bellezza. I visitatori sono stati tanto numerosi da rendere necessaria la prenotazione. Ora Palazzo Braschi è chiuso, come pure la Galleria Borghese e le chiese di San Pietro e Santi Apostoli, che ospitano alcuni dei maggiori capolavori canoviani.

Eppure, un modo ancora c’è per rendere omaggio al grande scultore. In una via che porta il suo nome, proprio all’angolo con via delle Colonnette, si trova una costruzione modesta ad un solo piano. È in questa sede che Antonio Canova aprì nel 1784 il suo studio, dove lavorò fino alla morte avvenuta nel 1822. Le pareti esterne dell’edificio, ora proprietà privata, sono ancora ornate di resti architettonici marmorei, e di frammenti di statue. I dettagli murati non dovevano avere che un valore modesto, ma la loro funzione era importante. Come i commercianti espongono nella vetrina del loro negozio articoli che possano attirare i clienti, con questa trovata Canova si definiva mercante d’arte e antichità. I turisti del Grand Tour amavano riportare a casa ricordi di un viaggio, che per lo più avveniva una sola volta nella vita, ma che era considerato come l’indispensabile coronamento di un’educazione raffinata, e Canova con la sua “vetrina” dimostrava di poter soddisfare le loro esigenze. Certo la provenienza dei frammenti è ignota e sorge il sospetto che quando era ispettore alle Antichità, lo scultore “che non odiava nessuno” possa averli sottratti agli scavi che diresse. Felix culpa, se ancora oggi quello scorcio di strada con il suo umile edificio ci permette di fantasticare sui capolavori che vi furono ideati. A me piace pensare alla Danzatrice con le mani sui fianchi, fulcro della mostra di Palazzo Braschi. 

Per quando potrete andare fisicamente in via Canova, vi do un consiglio: osservate i due muri con attenzione, individuate le regole di genere e simmetria che hanno guidato la mano del maestro nel guarnire le pareti esterne del suo studio, scegliete un frammento e osservatelo fino ad interiorizzarlo. Tornando a distanza di tempo in via Canova, potrete controllare se il vostro frammento è ancora in situ o se, come potrebbe accadere, è stato rubato. Nel secondo caso il frammento si sarà trasformato da decorazione concreta a ornamento della vostra memoria. 

La mia scelta è caduta su una testa di cavallo con i tendini del collo tesi nello sforzo. Era un cavallo da battaglia o uno di quelli che trainavano le bighe nelle corse circensi? Chissà.

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